I libri e le pubblicazioni di Arduino Paniccia




 

L'intento di "La Quarta Era" è quello di fissare con estrema sintesi alcuni punti-chiave circa le questioni internazionali, cercando di proporre alcune soluzioni strategiche.

Viviamo in un inizio di millennio in cui l'11 settembre ha marcato una svolta decisiva non solo nei rapporti tra Europa e Usa, ma anche tra le stesse nazioni europee. Il fondamentalismo islamico, la feroce competizione asiatica e la cupola criminale internazionale sono avversari pericolosi e subdoli che non ci costringono più alla coesione dei grandi blocchi come ai tempi della guerra fredda. In questo frammentato contesto il rischio da evitare oggi è il ritorno della bomba nucleare come strumento "accettabile" e compatibile di risoluzione delle controversie internazionali, soprattutto in chiave unilaterale.

Obiettivi della Quarta Era devono essere l'accantonamento di soluzioni unilaterali, la "difesa" della pace con nuove norme internazionali e l'adozione di nuovi valori che ispirino il comportamento di ognuno di noi guidino dei governi.
In caso contrario l'odierna parentesi di pace guerreggiata rischia di svanire nell'abbagliante esplosione del fungo nucleare.



Nel 2000, insieme ad Edward Luttwak, Paniccia porta a compimento il percorso intrapreso otto anni prima, e scrive I nuovi condottieri, nel quale definisce interamente le teorie strategiche formulate e maturate negli anni e nei libri precedenti.

Il nuovo soggetto proposto da Paniccia è l'azienda, che, con la scomparsa dell'aiuto di stato e delle protezioni dei mercati locali, è costretta ad adottare uno stile lungimirante coerente, per non essere, come già l'individuo, spazzata via dai mercati. Costretta da un lato a crescere attraverso fusioni ed acquisizioni, vincolata dall'altra a non perdere il contatto territoriale, l'azienda che affronta la sfida globale del nuovo millennio può giovarsi delle teorie del metodo e dell'analisi strategica per affrontare i due processi-chiave della nostra epoca: l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Se la costante della realtà attuale è il cambiamento, l'unica risposta è darsi quindi una strategia: un progetto strategico, razionalmente fondato sulle risorse disponibili, le alleanze, le forze in campo, il controllo del territorio e dell'ambiente, la rivalutazione della risorsa umana e la leadership quale elemento trainante e sostanziale per vincere nel XXI secolo.

 

Nel 1997, insieme a Maurizio Cerruti, Paniccia torna sul tema della strategia con Due Italie e mezza Europa.

Una lungimirante intuizione sull'Italia e l'Europa entrambe eternamente divise tra conservazione e progresso, tra cooperazioni e liberismo, tra Nord e Mediterraneo, tra buonismo e necessità di sicurezza e difesa.

 

 

In Strategia e individuo, Paniccia descrive la strategia di personaggi storici ed istituzioni significative: dalla non-strategia della polis greca, alla strategia di Alessandro il Grande, puramente offensiva e quindi non sostenibile; dal fallimento della grande avventura di Annibale,
al sistematico successo dell'Impero Romano; dall'offensiva illimitata di Napoleone (che sarebbe fallita in Cina se avesse sconfitto la Russia) alla superiorità difensiva di Wellington; dalla moderna teoria prussiana della guerra totale al moderno pragmatismo di Lincoln; dagli eserciti di cittadini in uniforme della Prima Guerra Mondiale, reciprocamente bloccati nelle trincee, alla Seconda Guerra Mondiale che portò la guerra aerea direttamente nelle abitazioni civili; dalle semplicità della guerra fredda alla complessità del post-bipolarismo.

Questo percorso è costellato di indicazioni precise per l'individuo moderno, che, costretto a muoversi in un mondo privo di certezze e punti di riferimento, deve sviluppare un proprio metodo strategico preciso e consapevole, per evitare di essere travolto dagli eventi.

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